Giovedì 01/10/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
Mercato del lavoro 2026, aumentano gli occupati ma cresce il peso degli over 50
Il nuovo Bollettino CNEL-ISTAT fotografa l’andamento dell’occupazione nel secondo trimestre 2026, tra crescita dei posti di lavoro, maggiore stabilità e persistenti differenze territoriali e generazionali.
Occupazione in crescita
Nel secondo trimestre 2026 l’occupazione in Italia continua a registrare un andamento positivo.
Secondo il Bollettino CNEL-ISTAT sul mercato del lavoro n. 3/2026, gli occupati raggiungono quota 24 milioni e 447 mila, con un incremento di 246 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2025 (+1%).
Nello stesso periodo, il tasso di occupazione sale al
63,4%, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,9%.
I dati mostrano tuttavia anche un cambiamento nella
composizione della forza lavoro. La crescita occupazionale si concentra infatti soprattutto nella fascia
tra i 50 e i 64 anni, che in un anno registra
327mila occupati in più.
Gli occupati appartenenti a questa fascia di età sono complessivamente
9,6 milioni, pari a circa il
39% del totale. Il relativo tasso di occupazione raggiunge il
68,3%, quasi due punti percentuali in più rispetto al 2025.
Il fenomeno si inserisce in una tendenza di più lungo periodo: dal 2004 il tasso di occupazione dei 50-64enni è aumentato di oltre 26 punti percentuali. Particolarmente rilevante è la crescita dell’
occupazione femminile, con il relativo tasso salito di 2,2 punti nell’ultimo anno, fino al 58,5%.
Nelle fasce di età più giovani, invece, il numero degli occupati diminuisce sia tra i 15-24enni sia tra i 35-49enni. Il quadro evidenziato dal CNEL richiama quindi l’attenzione sul progressivo invecchiamento della forza lavoro e sulle conseguenze che questo fenomeno può avere sul ricambio generazionale.
Più lavoro stabile e differenze territoriali
Il Bollettino rileva inoltre una
crescita dell’occupazione a tempo indeterminato: i dipendenti permanenti aumentano di 155 mila unità, mentre quelli a termine diminuiscono di 33 mila. In aumento anche il lavoro indipendente, che registra 123 mila occupati in più.
Sul fronte
territoriale, il
Mezzogiorno presenta l'incremento più significativo del tasso di occupazione, pari a 0,9 punti percentuali, raggiungendo il
51,1%. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione scende dal 12,1% al 10,4%.
Nonostante i progressi, rimane marcata la distanza rispetto al Nord, dove il tasso di occupazione si attesta al 70,6%.
Il quadro complessivo restituito dal CNEL-ISTAT evidenzia quindi una crescita dell’occupazione accompagnata da profondi cambiamenti nella struttura della forza lavoro, con un peso sempre maggiore delle fasce di età più mature e differenze ancora significative tra territori e generazioni.
Fonte:
https://www.cnel.it