cerca:
Giovedì 27/08/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
Confrontare le retribuzioni tra i diversi Paesi europei guardando esclusivamente alla paga mensile può restituire un quadro parziale.
A evidenziarlo è la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro nel nuovo approfondimento “Analisi retributiva: disciplina italiana a confronto con altri Stati comunitari”, che mette a confronto il sistema italiano con quelli di Grecia, Irlanda e Paesi Bassi, completando la panoramica avviata nel 2025 con Francia, Germania, Spagna, Romania e Svezia.
Secondo l'analisi, per valutare in modo più efficace un'offerta di lavoro all'estero è necessario considerare il trattamento economico complessivo su base annuale, includendo anche quelle componenti che non emergono dalla singola busta paga mensile. Per l'Italia assumono particolare rilievo, ad esempio, le mensilità aggiuntive, il Trattamento di fine rapporto (Tfr) e le tutele riconosciute in caso di malattia e maternità.
Il confronto mette inoltre in luce il ruolo della contrattazione collettiva nel sistema italiano, che contribuisce a definire un insieme articolato di diritti e trattamenti economici. In questo contesto si inserisce anche il Trattamento Economico Complessivo (Tec) introdotto dal Decreto 1° maggio, che amplia la valutazione della retribuzione oltre il semplice valore della paga oraria. Tredicesima, Tfr, eventuali ulteriori mensilità, indennità e strumenti di welfare concorrono così a determinare il valore effettivo del trattamento riconosciuto al lavoratore.